Gesti universali

 

Si discute da tempo se i gesti siano geneticamente determinati o culturalmente appresi. Abbiamo visto in un altro articoli che il linguaggio del corpo è sia appreso sia innato. Ci sono cioè alcuni gesti, espressioni e posture che sono culturalmente condizionate, cioè tipiche di un certo gruppo etnico. Altre invece sono comuni a tutta l'umanità.

A questo proposito sono state condotte diverse ricerche sui ciechi (che presentano dei gesti ovviamente non appresi attraverso la vista), su diverse culture umane e sui nostri parenti più prossimi nella scala dell' evoluzione, cioè i primati . Da queste ricerche si è scoperto che i ciechi sorridono lo stesso, senza aver mai visto un sorriso o averlo appreso, e che gran parte dei cuccioli dei primati nascono con una caratteristica genetica comune: la capacità di succhiare.

Sebbene quindi ci siano dei gesti relativi a ben precise culture, ce ne sono altri che potremmo considerare universali. Quali?

Vediamone alcuni esempi:

•  Sorriso come segno di felicità;

•  sguardo accigliato in segno di tristezza;

•  cenno del capo per annuire;

•  scuotere la testa da un lato in segno di rifiuto;

•  alzare le spalle per dimostrare agli altri che non si sa qualcosa.

Quest'ultimo gesto può essere ulteriormente scomposto in tre sotto-segnali, altrettanto universali: la fronte corrugata, che indica sottomissione; i palmi in evidenza, che sono segno di onestà; il sollevamento delle spalle, che inconsciamente serve a proteggere la gola da pericoli esterni.

 

Giuseppe Falco

 

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