I presupposti dell'intelligenza emotiva
In generale, possiamo definire l'intelligenza emotiva come la capacità di divenire consapevoli delle proprie emozioni e di quelle altrui, e di saperle gestire in modo costruttivo .
L'intelligenza emotiva in realtà non è una singola capacità ma un set di competenze, tra le quali possiamo menzionare:
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L'auto-consapevolezza emotiva , cioè la capacità di riconoscere un sentimento in noi stessi nel momento stesso in cui si presenta. Ciò implica il saper monitorare istante per istante i nostri sentimenti. Le persone che hanno una percezione più accurata dei propri sentimenti riescono a prendere decisioni più consapevoli e quindi a vivere meglio.
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La gestione delle proprie emozioni , cioè la capacità di calmarsi, liberarsi dall'ansia, dalla tristezza o dall' irritabilità. Coloro che ne sono privi o scarsamente dotati, si trovano frequentemente a dover combattere dei sentimenti tormentosi, mentre gli individui capaci di controllo emotivo riescono a riprendersi molto più velocemente delle sconfitte della vita.
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L'auto-motivazione , cioè la capacità di dominare le emozioni per raggiungere i propri obbiettivi, come ad esempio reprimere gli impulsi e ritardare le gratificazioni. Le persone che hanno queste capacità, tendono a essere più produttive ed efficienti in qualunque ambito della propria vita.
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L'empatia , cioè la capacità di vedere il mondo dal punto di vista altrui. Si tratta di una competenza particolarmente apprezzata a livello relazionale e sociale.
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L'arte di gestire le relazioni interpersonali , cioè di vedere le relazioni come occasioni di crescita a livello personale e professionale, delle vere e proprie ”palestre” della propria crescita emotiva e culturale.
Liliana Jaramillo
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