Cos'è il conflitto
secondo
Thomas Gordon

 

Uno degli psicologi che ha avuto maggiore influsso sugli studi e le applicazioni legate alla comunicazione interpersonale ed alla gestione del conflitto è senz'altro Thomas Gordon.

Con quest'articolo vorrei mettere in luce cos'è il conflitto secondo Gordon e in un prossimo articolo mi riservo di presentare il metodo da lui suggerito per la sua risoluzione.

Un conflitto per Gordon è un contrasto tra due o più individui che si manifesta:

•  quando i comportamenti dell'uno interferiscono con i bisogni dell'altro o

•  quando c'è una discordanza in termini di valori.

Si tratta di situazioni abbastanza comuni nella vita quotidiana anche nelle relazioni tra persone abbastanza simili in termini di idee, gusti, opinioni ecc…

Il vero problema, secondo Gordon, non è tanto l'esistenza dei conflitti in sé, quanto il numero di conflitti non risolti ed i metodi impiegati per risolverli.

I conflitti rappresentano infatti una componente del tutto normale o “fisiologica” di tutte le relazioni, anche delle migliori.

I problemi sorgono solo quando i due partner coinvolti nel conflitto non hanno gli strumenti adeguati per far fronte ad una situazione conflittuale.

Un altro problema è costituito inoltre da una diffusa aspettativa irrealistica relativa alle relazioni interpersonali : che un rapporto, per essere positivo, non debba contenere traccia di conflitti. Secondo questa concezione l'assenza di conflitti sarebbe una “prova” che una relazione sta funzionando.

Niente di più lontano dal vero! Secondo Gordon il successo di una relazione non deriva dall'assenza di conflitti, ma dall'uso di modalità efficaci per la loro gestione o soluzione.

Solo la presenza di queste competenze relazionali e comunicative potrà facilitare le relazioni interpersonali e fornire un'occasione straordinaria per la loro crescita.

Gordon inoltre afferma che “I conflitti non sono né buoni né cattivi”. Tutto dipende dalle strategie usate per la loro gestione: se si usano strategie costruttive e si coopera per arrivare ad una soluzione condivisa da entrambi o per lo meno soddisfacente, allora il conflitto sarà stato positivo.

Se invece il conflitto implica collera, colpevolizzazioni, recriminazioni reciproche, critiche distruttive, etichette negative, allora non ci sono molte probabilità che si giunga ad una soluzione soddisfacente per entrambi gli interlocutori.

 

Giuseppe Falco

 

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