Per poter infatti ottenere più attenzione da parte del nostro interlocutore in situazioni tese, è necessario innanzitutto che prestiamo attenzione al suo messaggio. Ascoltiamo e riformuliamo a parole nostre ciò che abbiamo ascoltato (specialmente i suoi sentimenti) prima di esprimere i nostri bisogni o la nostra posizione.
Il tipo di ascolto che vi vorrei suggerire in questo articolo tiene distinti due elementi che spesso nella nostra comunicazione con gli altri tendiamo a confondere: riconoscere e approvare . Infatti riconoscere i pensieri ed i sentimenti di una persona non significa approvare o essere d'accordo con le azioni dell'altro o il suo modo di percepire e di vivere le esperienze, né accettare di fare tutto ciò che ci viene chiesto di fare.
Ascoltando e ripetendo a parole nostre l'essenza ed i sentimenti dietro le parole che abbiamo appena ascoltato dal punto di vista dell'altro, gli permettono di soddisfare un bisogno umano fondamentale: quello di essere capiti.

Ascoltare in modo disponibile è sempre un modo valido per far capire agli altri che ci stanno a cuore e che ci prendiamo cura di loro. I nostri interlocutori non si rendono conto automaticamente se e quanto li abbiamo capiti, ed è anche possibile che non possano o vogliamo chiederci conferme. Specialmente quando una conversazione è tesa o difficile, è importante ascoltare e riconoscere quanto ci viene detto. Altrimenti, le possibilità di venire a nostra volta ascoltati dagli altri saranno molto basse.
Ascoltare gli altri costituisce una premessa indispensabile per far sì che anche gli altri ascoltino .
Giuseppe Falco