5 atteggiamenti da evitare
nella comunicazione con noi stessi

La comunicazione con noi stessi costituisce senza dubbio una premessa indispensabile per poter comunicare meglio con gli altri. Infatti, molti dei nostri conflitti interni vengono spesso involontariamente proiettati sugli altri, provocando incomprensioni, disagi ed inevitabili blocchi della comunicazione.

In quest'articolo vorrei illustrare cinque diversi atteggiamenti da evitare quando parliamo con noi stessi. Riconoscerli significa compiere il primo passo verso il miglioramento del dialogo che abbiamo con noi stessi o monologo interiore .

Vediamoli qui in dettaglio:

•  Focalizzarsi sul problema : questa è l'essenza del lamento. Ci identifichiamo con il problema, non con la soluzione. E' invece opportuno presupporre che molti problemi abbiano una soluzione e chiedersi: ”Come voglio che questa situazione cambi?”

•  Catastrofizzare : ogni situazione negativa che ci si presenta è un orribile disastro. Invece bisogna essere più realistici nelle valutazioni e non allarmarsi inutilmente. E' vero che accadono ogni giorno imprevisti, eventi sfortunati, errori, ma non necessariamente si tratta di traumi, tragedie o disastri.

•  Aspettarsi il peggio: E se non le piaccio? E se non supero quell'esame?” . Aspettarsi il peggio non ci aiuta affatto a comportarci in modo efficace, ma stimola solo l'ansia. Invece, formulate delle domande che presuppongano un risultato positivo, ad esempio “Come posso fare una buona impressione? Come posso preparami al meglio per l'esame?”

•  Pensare per stereotipi : incasellando gli altri (e noi stessi) in categorie preconcette, evitiamo di pensare alla gente in termini di individui distinti. Ciò porta a relazioni innaturali, e ci conferisce un immeritato senso di superiorità o inferiorità, privandoci inoltre della possibilità di conoscere e comprendere i lati migliori di coloro che sono oggetto dei nostri pregiudizi. Invece è necessario ricordarsi che siamo tutti esseri umani, con personalità uniche, ciascuno con i suoi pregi e difetti.

•  Pensare in termini di doveri : “ dovrei”, “sarebbe necessario che”..., “devo”, “è opportuno che...” sono tutte espressioni che, usate eccessivamente ed in modo sconsiderato, presuppongono delle regole e degli standard di comportamento che non esistono nella realtà. Implicano generalmente delle conseguenze negative se non ci si adegua. Questo è del tutto plausibile nel caso in cui si “debba” rispettare i limiti di velocità sulle strade o pagare altrimenti una multa. Il problema sorge però quando questo tipo di ragionamento si applica anche ad altre situazioni di vita che non lo richiederebbero affatto, come quando diciamo a noi stessi “dovrei essere più intelligente” o “a quest'età dovrei già essere sposata” . In questi casi è necessario sostituire la parola “dovrei” con la parola “potrei”, dando così a noi stessi una possibilità di scelta.

 

Giuseppe Falco

 

 

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